Visualizzazione post con etichetta lastra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lastra. Mostra tutti i post

lunedì 3 novembre 2014

Dal decoratore

Dopo il battiloro e la fornace, vi racconto di un altro passaggio del mio lavoro, prima di iniziare l'incisione. 
Da piazzale Roma, prendo il vaporetto per dirigermi da Albertini & Spezzamonte, i decoratori a cui mi affido per l'applicazione della foglia oro e per la finitura al termine delle incisioni. 

Mi affaccio all'aria salmastra del vaporetto. 
Il loro studio si trova a Murano, poco lontano dall'attracco del vaporetto e poco lontano dall'azienda di Archimede Seguso che ha visto muovere i miei primi passi nel mondo del vetro di Murano.


Mi sono piaciuti subito Giorgio, Gianni e Anna Spezzamonte; sono eredi di quella tradizione che  ha visto nel loro padre, Nino Spezzamonte, un grande, basti pensare che la sua memoria è ancora viva a Murano.

Questa superba arte al giorno d'oggi si sta piano piano perdendo, sfilacciata dalla globalizzazione e dall'avvento della concorrenza cinese, formata proprio dagli stessi artigiani che avrebbero dovuto proteggerla. 
Anni e anni di tradizione e di esperienza venduti al miglior offerente, senza fermarsi a riflettere sul senso di perdita che ne sarebbe derivato. 
Ma non volevo scrivere di questo, oggi.

Oggi vorrei chiudermi con loro nello studio e immergermi in quell'atmosfera magica, fatta di respiri leggeri per applicare la foglia oro e precisione certosina per decorare i singoli pezzi di vetro. 
Puntino dopo puntino, pennellata dopo pennellata, creano immagini astratte o figurative, immobili nella maestosità del vetro che dona una luce particolare a tutte le loro opere. 
Porto loro le mie lastre e con infinita pazienza Giorgio applica la foglia oro, poca alla volta. Pare facile, ma serve mano ferma e respiro leggero.


Da una superficie imperfetta poi, con una passata "magica" esce la lastra che poi posso lavorare. 
E si rinnova la mia ispirazione: una superficie aurea intonsa vedrà la nascita di nuovi paesaggi fissati nell'eternità dell'oro. Non vedo l'ora di ricominciare.  



Photo by Daniel Perazzone

venerdì 31 ottobre 2014

La fornace

Credo che pochi sappiano che abbiamo qui in Veneto, in un piccolo paese tra Padova e Treviso, una grande eccellenza italiana: si tratta di Vetreria la Piastra - un'azienda che produce lastre di vetro. Si tratta dell'unica azienda europea che ha sviluppato un sistema brevettato garantito. Purtroppo le immagini che possiamo pubblicare non rendono giustizia al lavoro svolto dal personale della vetreria. 
Ci sono voluti tre anni per sviluppare questo sistema e, giustamente, il proprietario ne è gelosissimo, ma andiamo con ordine e raccontiamo questa storia di innovazione e dedizione. 



Verso la fine degli anni '80, Armando, il titolare dell'azienda, ha fatto tutte le prove del caso personalmente, chiudendosi in vetreria ovviamente di sabato e di domenica per non rallentare la produzione dei pezzi tradizionali. 
Un uomo animato da una grandissima passione per il suo lavoro piano piano ha messo a punto il metodo usato tutt'oggi. 



Vista l'esistenza del brevetto e la chiusura delle aziende tedesche, prime concorrenti, sono arrivate anche alcune grandi ordinazioni. Così, dopo vent'anni di lavoro, nel 1990 ha deciso di separarsi dai soci e di percorrere questa strada da solo, deputando un intero capannone a quest'uso. 

Però gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo e, nel momento in cui si concretizzavano gli sforzi di tre anni, l'apertura del mercato ha fatto sì che la concorrenza cinese facesse diminuire la richiesta. 
Ma la cosiddetta "mazzata sul capo" è arrivata quando si è reso conto che anche alcune vetrerie di Murano e Venezia prendevano oggetti prodotti in Cina - si, signori, la maggior parte della paccottiglia che vedete sulle bancarelle a Venezia e dintorni, viene dalla Cina, altro che MADE IN ITALY! 

Io mi sdegno quando sento queste cose, ma sono sempre più all'ordine del giorno. 
L'unica soluzione per l'impresa italiana è specializzarsi nell'alta gamma, per differenziarsi dalla concorrenza a basso costo. Del resto, siamo sempre stati i migliori a realizzare opere d'arte, o no?

Photo by Daniel Perazzone